La Parola del Parroco
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17 Febbraio 2019
Nella settimana che iniziamo vivremo l’esperienza spirituale intensa delle Giornate Eucaristiche (dette anche Quarantore). Saremo guidati nella riflessione da don Enrico Castagna, Pro Rettore in Seminario, che ha scelto come “titolo” per queste giornate: “Beati gli invitati alla cena del Signore”. Sono le parole che il sacerdote, durante la S. Messa, prima della comunione, rivolge all’assemblea. Sono parole che spiegano che “fare la comunione” ma anche l’essere presenti alla celebrazione, non è scelta soggettiva (“mi sento di andare a Messa… Mi sento di fare la comunione”) ma è rispondere ad un invito che il Signore sempre rivolge a tutto il popolo di Dio. Purtroppo molti declinano l’invito e così assomigliano a quegli invitati di cui parlano alcune parabole di Gesù che paragonano il Regno di Dio ad un banchetto nuziale che viene purtroppo disertato, con grande dolore dello sposo (Dio) ma anche con gravi parole di condanna. Vorrei che ciascuno di noi sentisse provenire dal Santissimo Sacramento, che adoreremo nei prossimi giorni, da quell’ostia che nella S. Messa il sacerdote eleva dicendo: “Beati gli invitati…”, la voce di Dio che chiama alla comunione con Lui; comunione di vita anzitutto, significata anche dalla comunione eucaristica. Purtroppo in questi ultimi anni anche questo tradizionale appuntamento viene disertato da molti: spesso in chiesa, durante il tempo di adorazione personale, ci sono poche persone (e ciò accade anche ogni giorno quando le chiese sono aperte). È anche questo il segnale che la vita di preghiera di molti cristiani si è inaridita e non solo non si trova il tempo per pregare (facile scusa) ma non si sa più pregare e neanche che cosa sia la preghiera di adorazione eucaristica. Ecco allora l’occasione delle Quarantore per rilanciare l’impegno ad una vita di preghiera, per decidersi nel dedicare tempo per il Signore, per accogliere l’invito che il Signore ci rivolge a partecipare ogni domenica alla festa nuziale che è l’Eucaristia, memoriale di quell’amore di Dio che arriva fino all’estremo nel dono della vita divina, pane che sostiene noi pellegrini nel cammino di questa vita verso l’eterna comunione con Dio.