La Parola del Parroco
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16 Settembre 2018
Stiamo vivendo la festa di inizio delle attività dei nostri Oratori. È importante che questa festa sia avvertita come festa della Comunità cristiana intera e non solo di quelle famiglie in cui ci sono bambini, ragazzi, adolescenti e giovani. Infatti l’Oratorio è espressione della cura di tutta la comunità ai cammini di fede della gioventù. E se la comunità demanda la cura diretta ad alcuni – che ringraziamo di cuore – tuttavia ciò non significa delegare né tantomeno rimanere indifferenti. Dunque l’invito è a partecipare alla festa!
Essere presenti è esprimere la stima per l’opera educativa svolta nei nostri Oratori e nello stesso tempo sottolineare con forza l’importanza di educare visto che oggi tutti parlano di “emergenza educativa”. Non basta lamentarsi della gioventù “maleducata” (o non-educata?) né accusare le giovani famiglie di non essere capaci di educare. Non serve dire: “ai miei tempi mi facevano capire le cose a suon di scapaccioni…” e nemmeno indirettamente biasimare chi oggi si impegna in oratorio perché incapace di riempire il cortile come “ai miei tempi”: sono inutili, oltre che dannose, nostalgie!
È necessario invece saper vedere il bello e il buono che già si fa (di cui sono testimonianza le attività della scorsa estate). È necessario dare una mano per le varie necessità: dall’impegno educativo (catechiste, doposcuola…) al servizio per la cura delle strutture (bar, pulizie, manutenzione…). È necessario essere presenti, accompagnando figli e nipoti, anche solo per tirare quattro calci al pallone o prendere “le caramelle dell’Oratorio” così da sentirsi a “casa propria” e soprattutto per coltivare le belle relazioni, tra ragazzi e tra genitori; relazioni che aiutano a costruire una comunità che sappia vincere la dispersione e la distrazione che spesso caratterizza la vita delle famiglie dei nostri ragazzi, le prime ad essere invitate alla festa per trovare nella nostra Comunità un alleato al loro impegno (e fatica) a educare.