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25 Febbraio 2018
Preghiera, digiuno, elemosina: sono le tre pratiche penitenziali che la Chiesa ci ripropone nel cammino della Quaresima:
Preghiera: «Agli occhi di Dio, l'azione senza la preghiera è inutile, altrimenti un robot potrebbe fare più di me. Al primo posto viene la preghiera; poi c'è il sacrificio; solo al terzo posto c'è l'azione».
Digiuno:
1. Perché è di grande aiuto per evitare il
peccato e lottare nella tentazione.
2. Per rendere più intensa l'implorazione della preghiera.
3. Per sostenere i poveri.
+ Il digiuno riguarda i 7 vizi
capitali: digiunare dalla superbia, invidia, ira, gola, avarizia, lussuria
(impurità), accidia (pigrizia).
+ Il primo venerdì di Quaresima
e il venerdì santo: il digiuno nel cibo consiste nell'astinenza da un pasto o
cibarsi di pane e acqua e dare ai poveri in offerta ciò a cui si è rinunciato.
Elemosina: «Siate misericordiosi come il Padre vostro
celeste»
Dar da mangiare agli affamati,
da bere agli assetati, vestire chi è nudo, alloggiare i pellegrini, visitare
gli infermi e i carcerati, seppellire i morti.
Consigliare i dubbiosi,
insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti,
perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio
per i vivi e i morti.
Buona Quaresima!
don Eugenio