La Parola del Parroco
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09 Aprile 2017
La settimana santa che ci prepariamo a vivere non è la rappresentazione di un dramma a lieto fine a cui ci prepariamo ad assistere, ma un evento di salvezza.
Un evento in cui Gesù si mette in gioco con tutto se stesso, fino al dono totale di sé: Gesù soffre realmente, muore realmente, ma altrettanto realmente risorge, con tutto il suo corpo.
Un evento che chiede anche a noi di coinvolgerci con tutto noi stessi, perché la salvezza che Gesù ci dona ci raggiunge fin nella più intima fibra del nostro corpo: morire con Lui, per risorgere con lui.
Abbiamo "spiritualizzato" l'evento della Pasqua, lo abbiamo svuotato, smaterializzato, forse lo abbiamo anche imbalsamato; abbiamo disinnescato la sua capacità di cambiare realmente la nostra vita. Forse, allora, se vogliamo vivere con verità questi giorni che per un discepolo di Gesù non sono solo importanti, ma decisivi, dobbiamo entrarci con alcuni atteggiamenti concreti.
Il primo è quello del dono: come Maria di Betania anche noi dobbiamo saper andare da Gesù con il profumo della nostra vita donata. Che cosa portiamo al Signore? Qual è il dono che gli offriamo?
Un secondo atteggiamento è quello della adorazione. È sempre Maria di Betania che ce lo insegna prostrandosi ai piedi di Gesù perché sa che sta per succedere qualcosa di grande. Adorare richiede tempo. Siamo disposti a "stare" davanti a Gesù, in maniera gratuita, esprimendo il nostro desiderio di averlo sempre con noi?
Un terzo atteggiamento: il coraggio di lasciarci "spogliare", proprio come è successo a Gesù. Spogliarci delle cattive abitudini, spogliarci dalle tante cose che ci tengono schiavi (perché non vivere il venerdì santo facendo "digiuno" dal telefonino, dalla TV, dalla musica, dai videogiochi...), spogliarci dalle parole inutili e dannose, spogliarci dalle cattiverie che coviamo in cuore... Forse è anche in questa "spogliazione" che ritroviamo la bellezza originaria del nostro essere figli, la bellezza del nostro battesimo.
E ancora: il desiderio di accoglierlo nella nostra vita perché la nostra vita venga illuminata da Lui, e possa a sua volta diventare luce per gli altri. Il desiderio di essere testimoni di Gesù risorto.
Non rimaniamo spettatori. Viviamo con intensità questa settimana, senza paura di "sprecare" il nostro tempo per Gesù. Rimarrà anche nella nostra casa e nella nostra vita il profumo della presenza di Gesù: profumo di vita; profumo di risurrezione.