La Parola del Parroco
Home > La Parola del Parroco > La Parola del Parroco del 02 Aprile 2017
02 Aprile 2017
Abbiamo ancora tutti nel cuore gli echi della visita di Papa Francesco alla diocesi di Milano. Tanti commenti, anche di personaggi illustri, sono stati fatti. Mi permetto anch'io di esprimere alcune mie sensazioni, anche per non disperdere la bellezza di una partecipazione a questo evento che è stato corale anche per la nostra Comunità Pastorale.
La sensazione fondamentale è che la giornata passata con Papa Francesco sia stata una vera e propria festa di popolo: il popolo di Dio che crede in Gesù Cristo.
Un popolo che nel nostro territorio ha ancora radici sane, e che si esprimono in quel "sentire la fede" che è l'espressione di una "santità di popolo" non ancora soffocata.
Un popolo unito intorno ai suoi Pastori. Abbiamo percepito in questa giornata l'unità profonda che esiste tra Papa Francesco e il nostro Arcivescovo, il Cardinale Angelo Scola. Una unità sostanziale, al di là delle diversità che anche nel popolo di Dio possono esistere; una unità addirittura commovente: l'unità degli affetti, che non è sentimentalismo, ma espressione di fraternità. E duole vedere, anche tra coloro che si dicono cristiani, che c'è chi voglia ancora dividere, chi voglia "parteggiare" per l'uno o per l'altro, magari ergendosi a giudice con affermazioni che suonano di inquisizione. Ma si sa: ormai ciascuno ha la sua verità da imporre, perché ne capiamo più di chicchessia, anche del Papa.
Un popolo, come ci ha detto il Papa stesso nell'Angelus della domenica seguente, che riceve "col coeur in man". Un popolo, cioè, capace di accoglienza, di generosità, di apertura di cuore. I 55 appartamenti messi a disposizione per famiglie in difficoltà, ma oserei dire, anche la carità che quotidianamente le Parrocchie della nostra Diocesi dispensano verso chi è nel bisogno, ne sono la testimonianza. Non dobbiamo lasciarci sedurre da chi ci invita a chiuderci, soffocando una delle caratteristiche fondamentali del nostro popolo.
È questo popolo, che ancora oggi trova nelle nostre parrocchie il suo punto di riferimento fondamentale, che dobbiamo valorizzare in uno sforzo grande di unità, mettendo i carismi di ciascuno a servizio di tutti.
Anche così continueremo a vivere quella festa di popolo che abbiamo sperimentato, guarda caso, il 25 di marzo, l'alba della nuova umanità.