La Parola del Parroco
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12 Marzo 2017
Nei prossimi venerdì di quaresima la nostra Comunità Pastorale propone degli incontri che vogliono aiutarci a riflettere sulla Chiesa in uscita. Incontri che si inseriscono nel cammino di riflessione di quest'anno sulla Chiesa, e di cui abbiamo già presentato il programma.
Incontri per riflettere sulla Chiesa che "percorre le strade dell'umano", (Cardinal Angelo Scola), e che va verso le "periferie del mondo" (Papa Francesco), per aiutare anche la nostra Comunità ad essere una Chiesa in uscita.
A pensarci bene, però, la Chiesa che ci è chiesto di realizzare oggi non è altro che la Chiesa di Gesù, perché Lui per primo è andato incontro alla gente.
Gesù non aveva casa. Forse per noi questo è un dato scontato, ma se ci pensiamo bene, la scelta di Gesù è una scelta fortemente provocatoria. Ed é provocatoria soprattutto per noi che in questi ultimi decenni abbiamo realizzato un gran numero di strutture, strutture a cui teniamo molto perché sono state realizzate con fatica dai nostri padri, ma che per un verso sono diventate una realtà faticosa da gestire, dall'altro rischiano di rallentare il cammino stesso della Comunità, ci rendono meno liberi di camminare.
Gesù incontrava la gente nelle case della gente, e non aveva paura neppure di entrare nelle case dei peccatori.
Gesù incontrava la gente per la strada, come è successo per Zaccheo, o per Levi Matteo.
Gesù si faceva incontrare nei luoghi che la gente frequentava, senza aver paura di attendere, di "buttare via del tempo" per incontrare le persone. La vicenda della Samaritana del Vangelo di oggi è illuminate.
La Chiesa in uscita l'ha realizzata per primo Gesù, il buon Pastore che va in cerca delle pecorelle. Provare a rendere la nostra chiesa una comunità di credenti che vanno incontro agli altri non è altro che cercare di essere fedeli al mandato di Gesù.
Parleremo di questo anche nel prossimo Consiglio pastorale, per cercare di individuare quel "passo" che la nostra Comunità è chiamata a fare come frutto della Visita Pastorale. Ma potrebbe essere anche il frutto del cammino quaresimale anche di ciascuno di noi.