La Parola del Parroco
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26 Febbraio 2017
Leggo in una meditazione di Romano Guardini, un grande teologo del secolo scorso, che nella liturgia "la comunità partecipa con gli occhi e con la preghiera".
Mi sembrava una bella descrizione di quanto abbiamo vissuto durante le Giornate Eucaristiche: uno sguardo pieno d'amore per Gesù, una preghiera silenziosa, ma in cui si poteva percepire la bellezza di un incontro vero e profondo.
Mi sono detto che anche in questo modo si vivono le celebrazioni liturgiche, in particolare l'Eucaristia domenicale.
Certo: c'è l'ascolto della Parola, la partecipazione attiva alle risposte e ai canti, c'è l'accoglienza di Gesù che si fa cibo per noi, ma senza lo sguardo dell'amore e il silenzio del cuore, il raccoglimento interiore, il rischio è di vivere in maniera esteriore anche l'Eucaristia, quasi come se fossimo a uno spettacolo che ha bisogno di meravigliare per catturare l'attenzione.
Ma l'Eucaristia non vive di effetti speciali, vive della consapevolezza che lì viviamo un incontro irripetibile e di cui abbiamo assolutamente bisogno.
Ciò che abbiamo vissuto con tanta partecipazione del cuore nelle Giornate eucaristiche dobbiamo continuare a viverlo anche nell'Eucaristia domenicale.
Ricordandoci una cosa: che se è vero che dobbiamo avere occhi e cuore per Gesù che nell'Eucaristia si dona totalmente a noi, è ancor più vero che è Gesù stesso ad avere per noi uno sguardo d'amore e un cuore pieno di misericordia e di accoglienza.
La domenica "del perdono" che oggi viviamo è un invito a percepire su di noi lo sguardo stesso di Dio che ci dona la vita, che non ci lascia mancare ciò che è necessario alla vita, e che anche quando ci allontaniamo da lui non cessa di attenderci per continuare ad accoglierci nel suo abbraccio d'amore e di misericordia.
L'Eucaristia è lo sguardo d'amore di Dio su di noi, ma è anche il nostro sguardo d'amore per Dio e per i fratelli.