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04 Dicembre 2016
In questa domenica di Avvento la liturgia ci presenta Gesù che entra in Gerusalemme. È un evento che si colloca prima della Pasqua, ma è anche una immagine che dice il desiderio di Gesù di entrare nella nostra vita e di entrare nel mondo intero.
Ma che cosa è necessario fare perché Gesù possa entrare?
Le indicazioni di Isaia sono chiare: colmate le valli e abbassate le montagne. Come a dire: non frapponete ostacoli alla venuta di Gesù.
E il Vangelo usa una immagine ancor più sorprendente: la folla prepara una strada ricoperta di mantelli e di rami di alberi, una sorta di "tappeto" senza impedimenti o inciampi.
Qualche domanda forse ce la dobbiamo fare.
Come può venire Gesù nella nostra vita se invece di essere persone che si sforzano di costruire dei legami creano distanze che sono delle vere voragini nei confronti degli altri? Con le nostre chiusure, con le nostre rivendicazioni, con le nostre pretese, con la nostra incapacità di accogliere a causa delle nostre gelosie e delle nostre invidie....
Come può Gesù venire in questo mondo se tra i paesi, tra gli stati, tra i popoli si alzano muri invece che costruire ponti?
Se non si è capaci di lasciare entrare gli altri nella nostra vita, nemmeno Gesù potrà entrarci. È una pia illusione quella di chi pensa di tranquillizzare la coscienza con qualche devozione, ma con il cuore chiuso nei confronti dei fratelli.
In ogni caso Gesù viene, viene sempre, viene in umiltà, viene nel silenzio, senza pretese, che si canti l' "osanna" o che si urli il "crucifige", che venga accolto o che lo si metta in croce.
Gesù viene!
E chi saprà colmare le valli dell'indifferenza e abbattere i muri dell'arroganza e della prepotenza, potrà gustare la gioia e la bellezza del Natale. È la gioia dei poveri e dei semplici: solo loro possono intuire la grandezza del Dio che si fa uomo come noi, povero tra i poveri, per rendere più ricchi tutti. Ricchi di umanità.
Prepariamo la strada per il Signore che viene!