La Parola del Parroco
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01 Maggio 2016
Oggi viviamo la festa di una delle nostre due Comunità parrocchiali, la festa dei Santi Giacomo e Filippo.
Per un cristiano non è secondario fare festa, ma come deve essere la festa cristiana?
Anzitutto, come in ogni festa, al centro ci deve essere il festeggiato, e per noi cristiani il festeggiato è sempre Gesù, anche se di volta in volta, lo vediamo onorato nei Santi che lo hanno imitato. Oggi noi guardiamo a Gesù con gli occhi degli Apostoli Giacomo e Filippo.
Ci deve essere un luogo: è la comunità cristiana, che si ritrova unita in Chiesa per fare memoria di Gesù, e che si ritrova in fraternità per manifestare la gioia dello stare insieme. Se perciò al centro della festa ci deve essere l'Eucaristia, è però anche bello ritrovarsi anche per condividere la mensa della fraternità.
Gli invitati. Sono i famigliari e gli amici. Sono i discepoli di Gesù e quanti i discepoli di Gesù vorranno invitare in uno stile di apertura e di accoglienza. Anche chi non è direttamente coinvolto nella festa deve gioire con chi vive in prima persona la festa. Nel nostro caso, è vero che viviamo la festa di una delle due parrocchie della Comunità Pastorale, ma sarebbe bello che a questa festa partecipasse tutta la Comunità Pastorale. Non dimentico quanto disse una volta il Cardinal Tettamanzi a proposito delle comunità pastorali, parafrasando il precetto dell'amore: "Ama il prossimo tuo come te stesso: ama la parrocchia che ti è prossima come se fosse la tua". Credo che sia un criterio capace di illuminare lo stile del cammino della nostra Comunità Pastorale.
E infine è necessario creare il "clima" della festa, che non si crea in maniera artificiale ed esteriore, ma lo si crea preparando il cuore. Preparare il cuore ad accogliere il Signore e ad accogliere i fratelli. E così la festa sarà davvero la festa di un popolo, unito nel nome del Signore Gesù e dei suoi santi Patroni, aperto all'accoglienza nella gioia dell'essere cristiani.