La Parola del Parroco
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18 Maggio 2015
In questa settimana abbiamo celebrato la Festa dell'Ascensione di Gesù al cielo. Forse ci è sfuggita, perché è diventata una festa infrasettimanale, ma è certamente una festa "grande", con tanti significati anche per la nostra vita spirituale. Tra i tanti, ne scelgo uno, ed è l'invito a guardare alla terra dall'alto. Cerco di spiegarmi.
La festa dell'Ascensione non è un invito alla fuga dalla realtà, ma un invito a guardarla con gli occhi stessi di Dio, con quello sguardo, cioè, che sa abbracciare tutto e tutti in uno sguardo di amore.
La visuale "dalla nostra terra" è sempre troppo ristretta e, alla fine, ci spinge a richiuderci in noi stessi, ci fa soffocare. Guardare le cose con gli occhi di Dio ci apre gli orizzonti sul mondo intero e ci permette di ossigenare la nostra vita e anche le nostre idee.
Siamo tutti stanchi dei discorsi politici, e credo che un motivo sia proprio quello della loro incapacità a guardare fuori dal proprio orticello, a vedere soltanto il proprio punto di vista, a non saper vedere il buono che viene anche dagli altri, e così la politica stanca, annoia, irrita, divide. Avere uno sguardo più ampio significa cercare quello che la politica dovrebbe fare sempre: cercare il bene di tutti. E non è forse quello che vuole Dio quando guarda ai suoi figli che vivono su questa terra?
Forse è una affermazione forte, ma se non si ha uno sguardo come quello di Dio nelle mille situazioni di ogni giorno (compreso l'impegno politico) non si farà altro che coltivare il proprio orticello, in una deriva di divisioni continue, fino al paradosso dell'individualismo.
I grandi politici che hanno pensato l'Europa avevano questo spirito e questa visione ampia della vita e delle cose e, soprattutto, avevano quella ispirazione che nasce dal vedere le cose con gli occhi di Dio, dalla profonda spiritualità cristiana.
Forse bisogna recuperare un po' questo spirito. Imparare a "salire" al cielo per vedere le cose con gli occhi di Dio.
Razzolare nelle beghe da cortile, cavalcare l'onda del risentimento e della difesa degli interessi personali, è segno di una visione ristretta che intristisce perché non dona quello sguardo che solo dalle vette si può contemplare e godere.