La Parola del Parroco
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04 Maggio 2015
Per un cristiano fare festa non è secondario, è invece una dimensione irrinunciabile della sua fede, anticipo di quel Regno che sarà tutto una festa.
Ma qual è la condizione che ci permette di fare festa?
In ultima analisi, sfrondate tante cose secondarie alla festa, la condizione essenziale ė che si sia in pace con Dio e con gli uomini.
Si può fare festa quando il cuore ė aperto, sia nei confronti di Colui che sta all'origine della vita, sia nei confronti di tutti gli uomini e le donne che in qualche modo sono nostri compagni di viaggio nel cammino della vita.
In questa prospettiva la festa patronale dei Ss. Giacomo e Filippo è sì la festa della Parrocchia di Venegono Inferiore, ma è anche un'occasione per crescere nella fraternità con la Chiesa sorella di Venegono Superiore, in uno stile di accoglienza e scambio reciproco di doni.
L'accoglienza, poi, di Don Terenzio Borra nel suo 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, ci ricorda che il "luogo" più vero e più grande in cui il cristiano si incontra per fare festa ė l'Eucaristia, di cui il sacerdote ė ministro.
Infine, la festa per un sacerdote ci dice che alla festa tutti sono invitati: il sacerdote non è proprietà di una o dell'altra persona, non è di un gruppo o di un altro, e nemmeno solo di una comunità. Il prete ė per tutti! E così l'eucaristia: ė per tutti! Anche la festa, allora, dovrà essere per tutti.
Venite alla festa!
Alla festa della comunità riunita intorno alla mensa eucaristica.
Alla festa dei fratelli che si ritrovano anche intorno alla mensa del pane condiviso e della fraternità.