La Parola del Parroco
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18 Gennaio 2015
Ciò che è accaduto in Francia nelle scorse settimane ha scosso la coscienza di ogni uomo civile e, forse, hanno aperto ancora di più gli occhi su tante situazioni che esistono nel mondo e che non sono separate dal terrorismo francese: le stragi di Boko Haram in Nigeria; il fondamentalismo dell'Isis che sta degenerando in una sorta di genocidio, la situazione siriana...
C'è stata una grande e doverosa reazione agli avvenimenti francesi, una reazione immediata, oceanica, che ora ha bisogno di essere decifrata e interpretata.
E forse, per interpretare la situazione bisogna partire da qualche domanda: perché tanta violenza perpetrata in nome di Dio? Quale Dio può volere queste stragi? Ma c' anche qualche altra domanda che ci dobbiamo fare: che significato diamo alla parola "libertà" che è risuonata fortemente nella laica repubblica francese? Fin dove si può spingere la libertà del singolo, la libertà di espressione, la libertà di satira? Ancora, come ha richiamato qualche giorno fa il Vescovo di Jos in Nigeria: perché non una marcia antiviolenza anche in Nigeria?
Domande che si intersecano tra loro e che vanno affrontate con lucidità di cuore e di mente.
In tutto questo ci dobbiamo anche domandare qual è il ruolo di cristiani.
Il Vangelo, e anche le parole del Papa sono il faro che orienta il nostro cammino e le nostre scelte: fortezza, anche di fronte alle persecuzione sostenuti dalla solidarietà dei fratelli nella fede; resistenza di fronte alla tentazione della reazione violenta; diventare seme di dialogo nel rispetto delle diversità (il Papa lo ha richiamato anche in Sry Lanka); vivere la libertà "a favore di", non "contro" qualcuno, la libertà come servizio alla vita e ai fratelli.
L'impressione è che in questi giorni di turbamento si sia come dentro un caleidoscopio di forme e di colori. Ci vuole tempo per trovare equilibrio e armonia; ci vuole tempo ma anche quella "sapienza" che nasce dal confronto con la Parola di Dio e dalla preghiera.
Forse è questo il compito più immediato a cui sono chiamati oggi i cristiani.