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23 Novembre 2014
Questa seconda domenica di avvento ambrosiano porta un titolo che orienta la nostra riflessione: i figli del Regno.
Chi sono i figli del Regno se il Regno di Dio è realtà che ancora deve compiersi? Chi sono se nel tempo di Avvento noi ancora invochiamo la venuta del Regno di Dio?
I figli del Regno sono coloro che declinano i verbi della vita più al futuro che al passato, che guardano più a quello che verrà che a quello che è già stato, che non si accontentano di quello che già sono, ma cercano continuamente di capire ciò che sono chiamati a diventare. Diventare, appunto, figli del Regno.
I figli del Regno sono coloro che non vivono di nostalgie, che non pensano di avere davanti a Dio dei diritti acquisiti, che non se ne stanno fissamente immobili nelle loro posizioni, ma che credono di dover ancora compiere un lungo cammino per poter approdare alla Terra promessa, un cammino di speranza e di conversione. Non abbiamo mai finito di convertirci, di migliorarci, di affidarci al Dio della vita, che viene nel mondo per donarci la sua vita.
Non c'è contraddizione tra la speranza e l'invito alla conversione che oggi ci è richiamato dalla figura di Giovanni Battista: chi è animato dalla speranza si sforza anche di cambiare, di rinascere ogni giorno come persona nuova, di affrontare la vita con il coraggio di chi lascia i porti sicuri per affrontare le nuove sfide che anche la Chiesa e i cristiani sono chiamati a vivere. Chi non ha speranza necessariamente si attacca alle boe delle sue piccole certezze, ma il suo sguardo non si apre sull'orizzonte del futuro.
I figli del Regno sono dunque quelli che navigano verso l'orizzonte della Terra promessa, ma sulla barca che è la Chiesa non sono da soli: c'è il Signore con loro, a dire loro, in ogni momento della vita, anche in mezzo alle fatiche del remare e alle tempeste: "Coraggio, sono io!".