La Parola del Parroco
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16 Novembre 2014
Mi piace pensare al tempo di avvento come al tempo in cui la creazione si riposa in attesa di poter rifiorire. Ė una sorta di letargo, una specie di morte apparente che è condizione necessaria per prepara una nuova vita: il sonno della creazione prepara la venuta di Gesù, colui che rinnova il mondo; il sonno dell'uomo prepara, come in una grande veglia, la sua rinascita a vita nuova.
Anche i colori liturgici del tempo di Avvento sembrano ricalcare i colori della natura che va spegnendosi per ritrovare poi la forza di una nuova germinazione. Il viola dell'avvento è il colore della penitenza, della "mortificazione", del rientrare in se stessi per spogliarci di tutto ciò che è ormai diventato una zavorra, un peso troppo pesante da portare, per ritrovare così nuovo slancio nel vivere una vita che sia piena di colore e di sapore, che sia una vita capace di portare di nuovo frutto per noi e per gli altri.
Tempo di avvento: è tempo di attesa, di veglia operosa, ma è anche tempo di potatura, di penitenza e di purificazione. Ė tempo per rientrare in se stessi e togliere dalla nostra vita tutto ciò che impedisce a Gesù di nascere dentro di noi e lasciare che la nostra vita sia riempita dalla sua stessa vita.
Rientrare in se stessi, riflettere, pensare, pregare, custodire nel cuore ciò che è veramente importante.
Il tempo di avvento è un tempo per ascoltare più che fare, un tempo per accogliere più che agire, un tempo per lasciare che Dio operi in noi più che essere noi a compiere le opere di Dio.
In tutto questo ci è di modello la Vergine Maria: Vergine del silenzio, dell'ascolto, dell'accoglienza; Vergine che ha un cuore aperto per lasciarsi abitare dalla presenza di Colui che riempie il cuore di ogni uomo e di tutto il creato. Vergine che “respira” la Parola di Dio, e proprio perché "respira" la Parola di Dio, la può generare al mondo come Parola che da la vita al mondo.