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08 Aprile 2018
Abbiamo da poco celebrato la Pasqua del Signore, la festa che dà origine alla nostra fede, la festa che è la base del nostro essere cristiani.
Mi piace rileggere con ciascuno di voi l’ultimo passaggio dell’omelia di Pasqua del Santo Padre:
«L’annuncio-sorpresa, la risposta di fretta e il terzo che io vorrei dirvi oggi è una domanda: “E io? Ho il cuore aperto alle sorprese di Dio, sono capace di andare di fretta o sempre con quella cantilena: “Ma, domani vedrò, domani, domani?”. Cosa dice a me la sorpresa? Giovanni e Pietro sono andati di corsa al sepolcro. Di Giovanni il Vangelo ci dice: “Credette”. Anche Pietro: “Credette”, ma a suo modo, con la fede un po’ mischiata con il rimorso di aver rinnegato il Signore. L’annuncio fatto sorpresa, la corsaandare di fretta, e la domanda: “E io, oggi, in questa Pasqua 2018, io che faccio? Tu, che fai?»
Cerco di calare nel concreto della nostra comunità questa domanda del Papa e mi accorgo che siamo chiamati a una testimonianza sempre più credibile e gioiosa di Cristo Risorto. Ma tutto ciò può nascere solo da un cuore e da una vita che hanno incontrato veramente la Misericordia che vince su ogni fatica, dolore e smarrimento.
Cosa abbiamo provato nel profondo di noi mentre contemplavamo gli eventi unici e forti della settimana santa? Abbiamo sentito dentro di noi il grazie a Gesù per il dono dell’Eucaristia, il dolore per la morte del Signore e soprattutto la gioia incontenibile dell’annuncio che ha cambiato la storia: la sua Resurrezione?
Cosa annuncio a chi incontro? Che Dio annuncio: un Dio morto o un Dio vivo perché l’ho incontrato a mia volta?
Gesù Risorto, oltre a portarci la sua pace, ci doni davvero un cuore che sa riconoscerlo e una vita che sappia parlare di Lui.
Don Carlo