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11 Febbraio 2018
La memoria della Beata Vergine Maria nelle sue apparizioni a Lourdes, che iniziarono esattamente 160 fa, 11 febbraio 1858, fu scelta da San Giovanni Paolo II come occasione per celebrare la Giornata mondiale del Malato dal 1993. L’accorrere di molti malati alla grotta di Lourdes per trovare nella Madonna Immacolata l’aiuto e il conforto alle loro sofferenze evidenzia una devozione non banale né idolatrica. Scrive papa Francesco in occasione di questa Giornata: «Le parole di Gesù [“Donna ecco tuo figlio”] danno origine alla vocazione materna di Maria nei confronti di tutta l’umanità. Lei sarà in particolare la madre dei discepoli del suo Figlio e si prenderà cura di loro e del loro cammino. E noi sappiamo che la cura materna di un figlio o una figlia comprende sia gli aspetti materiali sia quelli spirituali della sua educazione». E la vocazione materna di Maria per tutti gli uomini e in particolari per le persone più deboli come i malati è diventata anche vocazione della Chiesa che nella sua storia ha visto nascere tante iniziative a favore dei malati. È una vocazione della Chiesa che si traduce anche nella cura quotidiana che è donata all’interno delle case delle nostre famiglie cristiane; che può essere vissuta nella preghiera per i nostri malati da parte della Comunità intera; che spinge a vivere quell’opera di misericordia che è “visitare i malati” che a volte nella loro solitudine aspettano qualcuno; che è anche attenzione a far sapere ai sacerdoti della Comunità la degenza di un proprio caro in ospedale così che, nel limite del possibile, essi possano fargli visita; che è proposta di ricevere la Santa Comunione a casa, portata dai nostri ministri straordinari (a cui va la nostra riconoscenza); che diventa scelta di far parte di associazioni che hanno a cuore i malati come l’UNITALSI presente nella nostra Comunità. Vogliamo allora chiedere a Maria, “salute degli infermi”, che protegga i nostri malati e li aiuti nella loro sofferenza e che insegni a noi ad averli sempre a cuore.
Don Roberto