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21 Gennaio 2018
Con questa domenica iniziamo una settimana che richiamerà tutta la nostra Comunità all’importanza dell’educazione dei più giovani. L’invito è quello anzitutto di pregare assieme lunedì sera. Purtroppo in questi anni pochi hanno aderito a questa veglia e tra gli assenti ci saranno anche coloro che si sono scandalizzati per le notizie di cronaca di questi ultimi giorni che hanno visto protagonisti ragazzi e adolescenti. Lamentandosi di questi “giovinastri”, taluni hanno la sicurezza che i loro figli non faranno mai gesti del genere. Tuttavia i fatti di violenza a Napoli da parte di baby gang verso propri coetanei, di vandalismo nella metropolitana di Milano, di crudeltà verso un clochard a Verona come tanti altri episodi con conseguenze meno gravi, sono un appello all’impegno ad educare che per questi ragazzi è mancato da parte delle famiglie (a volte anche famiglie “per bene”!) e della comunità degli adulti. Sono un appello alla nostra Comunità perché educhi attraverso le attività dell’Oratorio (sempre da rinnovare, superando inutili nostalgie) alla gioia del vivere in un gruppo imparando a stare assieme. Colpisce negli episodi citati come le dinamiche di gruppo condizionino così facilmente i pur fragili legami tanto da portare a delinquere insieme. La forza bruta del branco, l’omologazione dei comportamenti, l’indifferenza verso il male e la sofferenza altrui evidenziano una modalità negativa di fare gruppo che invoca pure essa educazione perché le inevitabili dinamiche di socializzazione diventino una forza per fare il bene, per volersi bene e per stare insieme bene. E quale esempio possiamo dare noi adulti se non testimoniamo la bellezza di essere comunità, di ritrovarci anche per divertirci sanamente (penso alla Festa della Famiglia di domenica prossima), di dare disponibilità per collaborare con altri nel compiere buone azioni (penso al volontariato nelle associazioni)? Allora l’invito alla veglia di preghiera vuole essere un grido silenzioso da parte dei giovani: Sveglia!
Don Roberto