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11 Novembre 2017
Tutti sappiamo a cosa serve il tempo di Avvento che oggi iniziamo. Serve per aiutarci ad accogliere Gesù nelle nostre vite, nel nostro modo di pensare e di amare, nel nostro modo di agire e di pazientare.
Mi sorge allora spontanea una domanda: cosa ci direbbe Gesù come prima cosa? Cosa ci chiederebbe di fare come prima azione? Credo ci chiederebbe di rallegrarci, perché Lui che è la vera e unica Gioia viene ancora, nonostante tutto e tutti, dentro di noi. Questo ci chiede di fargli spazio e di lasciar contagiare dalla sua gioia la nostra vita che a volte viene messa alla prova da tante situazioni in cui facciamo fatica a risollevare lo sguardo e guardare tutto e tutti con occhi più “speranzosi”.
Dunque l’invito e l’annuncio che può guidarci in questo Avvento può e deve essere proprio questo: «Rallegrati…». In attesa del Natale dovremo cercare di trasformare ancora di più il la nostra Comunità nella «casa della gioia», un luogo da abitare con la serenità di chi si vuole bene e se lo dimostra, di chi sa giocare con bontà e generosità, di chi sa impegnarsi con forza, perché non si sente mai solo, ma sostenuto, accompagnato, incoraggiato.
I ragazzi e le loro famiglie saranno aiutati dal nuovo Calendario dell’Avvento ambrosiano. Sarà facile per i bambini e i ragazzi (e per gli adulti!) avvicinarsi al Natale del Signore, giorno dopo giorno, scoprendo che, dietro ogni finestrella, c’è una stella che illuminerà la notte.
Ogni stella significherà un incontro, un abbraccio, un grazie… e la presa di coscienza che il “bello” è mettere in pratica il comandamento dell’amore. Proviamo allora in questo Avvento a prenderci un impegno (o un fioretto… se si usa ancora dire così!...): viviamo con maggiore attenzione le relazioni che “fanno” la nostra vita, magari quelle che ci costano di più, che ci fanno più soffrire, che devono essere riallacciate…
Mettiamo dunque in gioco la nostra capacità di amare, facendo qualcosa per un altro, imparando a ringraziare e a mettersi in ascolto. Ci saranno giorni in cui basterà capire che sono tante le persone che, standoci vicino, ci dimostrano che ci vogliono bene. Il Natale del Signore è la scoperta che «Dio ha tanto amato il mondo da mandare il suo Figlio» (Gv 3). Così Dio è diventato il «Dio-con-noi» e il suo amore è diventato il criterio, anzi il comandamento, che guida i nostri passi. E allora: buon avvento!
Don Carlo