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05 Novembre 2017
In questa domenica che conclude l’anno liturgico, celebriamo la festa di Gesù Cristo “Re dell’Universo”. È un titolo che sembra stridere con la persona di Gesù, con quello che ha fatto e detto. Anzi Gesù stesso ha fatto di tutto per evitare che anzitutto i suoi discepoli lo ritenessero un Messia politico, un vero re che combattesse per la libertà del popolo giudaico. Eppure proprio i capi religiosi lo consegneranno ai Romani accusandolo di essersi fatto re al posto dell’imperatore e sulla croce il cartello con il motivo della sua condanna: “Gesù Nazareno Re dei Giudei”. Per assurdo, ci dice il papa, «la regalità di Cristo, infatti, emerge in tutto il suo significato proprio sul Golgota, quando l’Innocente inchiodato sulla croce, povero, nudo e privo di tutto, incarna e rivela la pienezza dell’amore di Dio. Il suo abbandonarsi completamente al Padre, mentre esprime la sua povertà totale, rende evidente la potenza di questo Amore, che lo risuscita a vita nuova nel giorno di Pasqua». Papa Francesco ha scritto queste parole nel suo messaggio per la prima Giornata del Povero da lui voluta dopo l’Anno Santo della Misericordia e che la nostra Chiesa Ambrosiana celebra oggi. La povertà estrema di Gesù, re sulla croce, rivela il vero potere che regge l’universo: quello dell’Amore di Dio. Mentre vediamo un mondo che per accaparrarsi qualsiasi potere (politico, militare, economico…) si divide, si muove guerra, rende povere intere popolazioni, rovina la natura, noi oggi vogliamo testimoniare che solo l’Amore di Dio porta all’uomo quella felicità che nessun potere del mondo riesce a procurare. E dobbiamo testimoniare ciò facendoci poveri come Gesù sulla croce, abbandonandoci a Dio, amando i poveri, aiutandoli concretamente, compiendo con loro anche un cammino di fede, rispettandoli nella loro dignità di uomini e donne per i quali Gesù è morto sulla croce. Tutti siamo chiamati a questa testimonianza anche facendoci volontari nelle nostre Caritas che oggi vogliamo ringraziare per il prezioso lavoro.
Don Roberto