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22 Ottobre 2017
Oggi si celebra nella nostra Diocesi la Giornata Missionaria Mondiale.
Siamo invitati a riascoltare l’invito di Gesù a portare il suo messaggio laddove siamo chiamati a vivere le nostre relazioni e la nostra quotidianità.
Siamo dunque spronati a ravvivare la passione missionaria come segno inequivocabile del nostro essere cristiani.
In effetti, quando ci capita qualcosa di bello e di importante, non vediamo l’ora di dirlo alle persone che ci sono vicine… E Gesù è ciò che di più bello non possa accaderci nella vita: siamo pronti a dirlo a chi incontriamo, a chi cerca da noi una risposta ai suoi perché?
Come diceva Santa Teresa di Calcutta: «Missionario è ogni cristiano che ha incontrato Gesù e vuole che altri lo incontrino…»: abbiamo questa voglia?
Nel suo messaggio per questa Giornata, Papa Francesco ci ricorda che:
«La missione della Chiesa è animata da una spiritualità di continuo esodo. Si tratta di «uscire dalla propria comodità e avere il coraggio di raggiungere tutte le periferie che hanno bisogno della luce del Vangelo» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 20). La missione della Chiesa stimola un atteggiamento di continuo pellegrinaggio attraverso i vari deserti della vita, attraverso le varie esperienze di fame e sete di verità e di giustizia. La missione della Chiesa ispira una esperienza di continuo esilio, per fare sentire all’uomo assetato di infinito la sua condizione di esule in cammino verso la patria finale, proteso tra il “già” e il “non ancora” del Regno dei Cieli».
Dunque, ci viene ricordata l’urgenza di raggiungere e contagiare con la nostra gioia di aver incontrato e accolto Gesù in noi coloro che incrociamo.
È l’augurio che facciamo alle Catechiste, agli Educatori e agli Allenatori della nostra Comunità che oggi ricevono il Mandato educativo. È l’augurio che ci facciamo reciprocamente.
Don Carlo