La Parola del Parroco
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25 Ottobre 2026
100 anni! È dal 1926 che la Chiesa, per volontà di papa Pio XI (quello del nostro seminario…), celebra la Giornata Missionaria Mondiale (che ricorre oggi nella nostra Diocesi ambrosiana). Essa ci aiuta a riflettere sulle missioni nel mondo per portare il Vangelo di Gesù a tutti quelli che ancora non lo conoscono, a pregare per i missionari e le missionarie (preti, religiosi e laici), per raccogliere fondi per sostenerli. Certo non basta una giornata all’anno per alimentare questa attenzione. Per fortuna la presenza nella nostra Comunità dei Missionari Comboniani ci stimola a pensare sovente alle missioni (e dovremmo farlo ogni volta che essi sono presenti per presiedere le Ss. Messe, collaborazione di cui essere grati!).
Dobbiamo riconoscere nello stesso tempo che l’interesse per le missioni e per la missione evangelizzatrice della Chiesa sia diminuito, sicuramente rispetto a 100 anni fa. Ne è segno il calo di vocazioni missionarie (preti, religiosi e laici), il relativismo che addirittura giudica negativamente la stessa attività missionaria (perché ritiene che una religione vale l’altra e ognuno deve essere lasciato libero in chi credere o se credere), la ripetizione – pur con vere e reali motivazioni – che la missione è da fare nei nostri paesi occidentali, di antica tradizione cristiana, in cui molti non credono più o non vivono appieno il loro battesimo, rimasto una tradizione più sociale che cristiana.
Eppure, credo che sia ancora necessaria la missione verso coloro che non credono in Gesù Cristo, Figlio di Dio fatto uomo per la salvezza di tutti gli uomini. E quindi è importante pregare perché ci siano ancora uomini, donne, famiglie che rispondano alla chiamata del Signore a partire per annunciare il Vangelo nel mondo. Come pure è importante che si conosca, informandosi, ciò che fanno i missionari nel mondo, grazie alle numerose riviste dedicate a ciò (cartacee o online). È anche grazie a queste riviste o ai racconti dei missionari che in alcuni è sorto il desiderio di diventare a loro volta missionari; desiderio che li ha portati a prendere sul serio la propria fede, a comprenderne la bellezza e la preziosità tanto da voler condividerla con altri. Forse sta qui anche la ragione della nostra tiepidezza verso le missioni: non comprendiamo fino in fondo la grazia di essere cristiani e di credere in un Dio che è Padre che ci salva nel suo Figlio Gesù donandoci la sua Vita d’amore, lo Spirito, unica a dare senso alla vita terrena di ogni uomo in questo mondo. Eppure ci avevano insegnato a pregare ogni giorno, mattino e sera, così: “ti ringrazio di avermi creato e fatto cristiano…”. Se recitiamo ancora queste parole, lo facciamo consapevolmente?