La Parola del Parroco
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04 Ottobre 2026
«E dopo che il Signore mi dette dei fratelli, nessuno mi mostrava che cosa dovessi fare, ma lo stesso Altissimo mi rivelò che dovevo vivere secondo la forma del santo Vangelo». San Francesco – di cui oggi ricorre la memoria liturgica - dettò queste parole per il suo Testamento pochi giorni prima di morire. È il bilancio di una vita breve ma di una intensità travolgente, e tra le principali grazie che ricorda, c'è questa sui fratelli. Non dice che scelse dei compagni con cui condividere il cammino: gli furono “dati”, come un dono che non si pianifica, che arriva da una direzione che non è sotto il nostro controllo.
Magari nessuno dei primi seguaci probabilmente rappresentava quello che San Francesco avrebbe cercato se avesse compilato una lista di requisiti. Eppure, sono loro, con le loro diversità, i loro caratteri, le loro fragilità, a rendere possibile quello che San Francesco da solo non avrebbe mai potuto iniziare.
Tendiamo a pensare alle relazioni come a qualcosa che da costruire, selezionare, valutare, e, in parte, è un atteggiamento giusto perché non tutte le presenze fanno bene. Ma nella nostra vita ci sono anche le persone che non abbiamo scelto, che sono arrivate senza che noi le cercassimo e che si sono rivelate essenziali in modo imprevisto: il collega con cui non avremmo mai pensato di avere qualcosa in comune, l'incontro casuale che ha cambiato una direzione, una figura che sembrava marginale e invece ci ha tenuti in piedi in un momento difficile. Non abbiamo scelto neanche il fratello o la sorella nella fede che appartiene a questa nostra Comunità. Se abbiamo partecipato a qualche iniziativa della Festa nei giorni scorsi, forse ci è capitato di scoprire un volto nuovo, una persona non conosciuta ma presente e con cui magari abbiamo iniziato un dialogo; ma anche la sola sua presenza (come la nostra per gli altri) è stata di conforto: ha rafforzato in noi la gioia di credere e di appartenere a questa Comunità.
Forse però, la gratitudine meno istintiva è quella per le preziose presenze silenziose nella nostra vita. Proprio perché non le abbiamo scelte, forse non abbiamo ancora ringraziato abbastanza Dio per avercele poste accanto. E nello stesso tempo rischiamo di dare per scontata la loro presenza. Allora oggi, a conclusione della Festa, esprimiamo il nostro ringraziamento a Dio per questa nostra Comunità Pastorale, per i fratelli e le sorelle che ci pone accanto. Ci impegniamo ora a vivere la fraternità nella quotidianità per essere costruttori di una umanità nuova.