La Parola del Parroco
Home > La Parola del Parroco > La Parola del Parroco del 13 Settembre 2026
13 Settembre 2026
Da ventun anni la Chiesa celebra la “Giornata per la custodia del Creato” il primo giorno di settembre, proseguendo poi con le riflessioni e con gli incontri su questo argomento fino al 4 ottobre, festa di San Francesco, cantore delle creature di Dio. Veniamo da una estate torrida in molti sensi: non solo per il caldo che ci ha attanagliato, ma anche per le tante guerre (di più di quelle narrate dalle TV e dai social media) che seminano morte e sofferenza. Ci siamo lamentati per le alte temperature, rassegnandoci al cambiamento climatico che pare irreversibile; come pure ci siamo addolorati per le guerre, rassegnandoci alla loro prosecuzione.
Il legame tra creato e guerre è sottolineato dal motto usato per la Giornata di questo anno e dal commento che ne ha fatto papa Leone nel suo messaggio (che potete leggere in internet o sul prossimo numero de il Venegonese). È un versetto tratto dal Libro del profeta Isaia: «Forgeranno le spade in vomeri e le loro lance in falci» (Is 2,4). Il Signore annuncia un’era di pace in cui gli strumenti di morte, le armi, diventeranno strumenti per coltivare la terra e dare pane. Il Santo Padre scrive: «Siamo testimoni, oggi, di varie crisi e di tanta sofferenza umana. Al tempo stesso, sembra che si stia accelerando la distruzione dell’equilibrio armonioso della creazione. Questi fenomeni non sono slegati; costituiscono un’unica invocazione di guarigione e di pace che sale da un mondo ferito». Se c’è un legame diretto tra guerra e disequilibrio del creato perché essa genera «distruzione sociale ed ecologica che dura per generazioni…distrugge gli ecosistemi, contamina risorse essenziali come l’aria e l’acqua e mina la sicurezza alimentare», ce n’è un altro indiretto ma più radicale. È quello tra il cuore dell’uomo e il creato: «Le ferite della guerra e il degrado della terra, perciò, sono profondamente legati alla condizione del cuore umano. I conflitti che tormentano l’umanità sono per molti versi espressione esteriore di contrasti e divisioni interiori. Quando il cuore è traviato, le relazioni ne soffrono e le strutture che costruiamo cominciano a riflettere tale disordine».
Sono considerazioni che ci devono far riflettere, oltre che ad essere appello alla conversione, per intraprendere cammini di pacificazione anzitutto tra noi con la ferma volontà di rendere questa nostra società più fraterna e giusta così da essere uniti nella custodia del creato. La Festa della Comunità che vivremo fra qualche settimana ci aiuti a fare nostra la spiritualità di San Francesco che genera fraternità e custodisce il Creato.