La Parola del Parroco
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06 Settembre 2026
«Che allegria c’è? Di che godono tutti costoro?». È il titolo della proposta pastorale del nostro Arcivescovo per questo nuovo anno pastorale a cui darà solennemente inizio martedì 8 settembre con il pontificale in Duomo. La proposta è un invito a dare attuazione allo stile sinodale di cui molto si è parlato negli ultimi anni: dalle parole ora bisogna passare ai fatti.
Il titolo è citazione de “I promessi sposi”. Sono parole pronunciate dall’Innominato (protagonista dei capitoli XXI-XXIII) dopo una notte insonne, tormentato dal ricordo del male compiuto, come il rapimento di Lucia. Ecco però che all’alba le campane del borgo e dei paesi vicini suonano a festa. Affacciatosi alla finestra vede la gente convergere verso lo stesso punto con allegria; un dispetto per lui, disperato, che appunto si interroga sul motivo di quella gioiosa agitazione. Scopre allora che il giorno prima il Card. Federico Borromeo era arrivato in visita pastorale nel paese vicino e così la gente accorre per vederlo.
Perché mons. Delpini cita questo episodio? Scrive: «Nella notte disperata di un brigante spietato si annuncia un suono festoso, sorprendente: c’è gente che si prepara per la festa. Nella notte cupa di una umanità infelice c’è un lieto annuncio che fa intravedere una luce». Più avanti: «Le nostre comunità in molti modi irradiano la gioia e con operosa carità agiscono secondo i sentimenti di Gesù. Gesù è sempre con noi, anche se i rapporti con il contesto in cui i cristiani vivono non sono sempre favorevoli e accoglienti. Ma proprio questa è l’opera di Dio: la letizia, la perfetta letizia, come direbbe san Francesco, nelle persecuzioni».
Avremo modo di riprendere lo scritto dell’Arcivescovo. Mi piace ora sottolineare il fatto che l’episodio del romanzo del Manzoni sarà evento che vivremo anche noi nel prossimo maggio e giugno 2027. Infatti in quelle settimane mons. Delpini (confermato alla guida della nostra Diocesi) compirà la visita pastorale al nostro Decanato di Tradate. Prepariamoci fin da ora a questa occasione significativa per la nostra Comunità Pastorale soprattutto con la preghiera, rinnovando la gioia di essere parte della Chiesa Ambrosiana. Nel difficile contesto in cui viviamo oggi, in un cambiamento d’epoca anche per la Chiesa, forse per molti la visita dell’Arcivescovo non è significativa così come l’incontro con lui, pastore di tutti noi. Coloro però che nutrono il senso di appartenenza alla Comunità possono testimoniare agli altri la gioia di incontrare l’Arcivescovo, destando così come per l’Innominato la domanda: «Di che godono tutti costoro?»