La Parola del Parroco
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21 Giugno 2026
Due ricorrenze oggi sono motivo di festa principalmente per la parrocchia di Venegono Superiore ma anche per tutta la Comunità. Don Bruno, già parroco della parrocchia di San Giorgio dal 1977 al 2006, celebra quest’anno il 70° anniversario di ordinazione presbiterale (e si avvicina al 94° anno di età…). C’è molta riconoscenza da parte sua al Signore, mista ad un certo stupore per essere arrivato a questo traguardo. Nello stesso tempo vive la serena consapevolezza che “presto” incontrerà definitivamente il Signore. Nonostante gli impacci della sua tarda età, la mente lucida gli permette di tenere desta la curiosità che muove la conoscenza della realtà, di questo mondo, certo della presenza di Dio.
Sovente gli anziani si lasciano prendere da una melanconica nostalgia, quasi rifiutando il presente per esaltare il passato come se fosse migliore solo perché diverso dall’oggi. Nelle mie visite a don Bruno invece ho trovato un prete carico di anni ma anche felicemente soddisfatto per i passi che la Chiesa sta compiendo oggi, intuendo criticamente che quanto da lui stesso vissuto nel passato come prete (perché era quello che gli era chiesto allora) non era tutto “oro che luccica”. E da “fratello maggiore” mi ha sempre incoraggiato con stima nell’intraprendere strade nuove per vivere come Comunità il Vangelo, ritenendolo lui stesso necessario. E mi ha sollecitato a privilegiare l’ascolto delle persone rispetto al “fare” tante attività, evitando il rischio da lui corso nella gioventù di un iperattivismo. Per questo ha sempre ringraziato Dio di questi anni di “riposo” con il dono prezioso del tempo per leggere, riflettere, stupirsi e ascoltare.
Immagino che il beato cardinal Schuster, quando nel 1936 consacrò la chiesa di San Giorgio, dopo la radicale ristrutturazione e ampliamento di inizio di quel secolo, compì uno dei gesti di consacrazione previsti dal rito: l’unzione di dodici croci poste su dodici pilastri della chiesa (che oggi evidenziamo illuminandoli con il cero e ornandoli con i fiori). Sono il simbolo di una verità che riguarda la Chiese (con la C maiuscola) e quindi anche la nostra Comunità: essa è fondata sui Dodici Apostoli e sulla loro autorevole testimonianza di fede. Per questo nel Credo diciamo di credere la Chiesa “apostolica”. Per questo rimaniamo in comunione con i successori degli Apostoli, cioè con i vescovi e con coloro che sono mandati da loro nelle parrocchie per rappresentarli, cioè i preti. Allora la gioia della consacrazione della chiesa parrocchiale di Venegono Superiore è la gioia per la comunione ecclesiale che viviamo e che dobbiamo impegnarci a rinsaldare con il vincolo dell’amore fraterno.