La Parola del Parroco
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19 Aprile 2026
La settimana scorsa ho vissuto i miei Esercizi Spirituali. È una “pratica” raccomandata non solo ai preti e ai consacrati, ma anche ai laici. Ho la fortuna di poter dedicarmi ad essi vivendo alcuni giorni di silenzio, di meditazione e di preghiera Molti laici scelgono di farli durante un weekend (dati gli impegni di lavoro e gestione della famiglia). In passato alcuni tra noi hanno partecipato alla proposta degli “Esercizi (spirituali) nella vita ordinaria” fatta nella nostra Comunità da un padre oblato di Rho. Come pure erano state organizzate alcune serate contigue o all’inizio dell’anno o dei tempi di Avvento e Quaresima. Potrebbe essere opportuno rilanciare queste esperienze, ma soprattutto raccomandare di vivere tempi distesi di meditazione e di preghiera.
Ritirato presso la casa dei padri passionisti di Caravate, mi sono lasciato guidare da un testo di Esercizi Spirituali tenuti dal Card. Martini dal titolo: Perché Gesù parlava in parabole. L’amato arcivescovo e gesuita rimane, per me, insuperabile nella capacità di guidare questo tipo di pratica e soprattutto nella Lectio Divina.
Voglio fare due sottolineature di questa mia esperienza. Partendo dal contenuto delle meditazioni proposte dal Card. Martini, mi hanno fatto riflettere le motivazioni circa l’uso di parabole da parte di Gesù, quindi al ricorso di racconti e metafore rispetto ad un annuncio diretto e chiaro della buona notizia della salvezza di Dio donata attraverso di lui, come per esempio fa san Paolo nelle sue lettere. Pur conscio dell’importanza e urgenza di questo annuncio, Gesù rispetta le situazioni dell’uomo che spesso non è pronto ad accoglierlo. Nello stesso tempo egli sa che Dio rimane un mistero indefinibile e per questo in tanti modi, con tante parabole cerca di dire qualcosa di Dio («Il regno di Dio è simile…»). Infine Gesù conosce i tempi di Dio e i tempi dell’uomo, la sua pazienza e il suo rispetto della libertà, del cuore umano da condurre verso il proprio bene. Dunque anche la nostra pastorale ha bisogno di questa modalità “parabolica” per annunciare il Vangelo.
Un secondo aspetto è quello dell’importanza e della necessità della Lectio Divina, cioè di meditare e pregare con la Parola di Dio. È una esperienza che il Card. Martini insegnò con la “Scuola della Parola” e che noi viviamo negli incontri dei Gruppi di Ascolto della Parola. Il nostro Consiglio Pastorale nell’ultima riunione ha raccomandato il rilancio di questa proposta, soprattutto vissuta nelle case in piccoli gruppi. Accogliamo tutti questo invito, ma soprattutto dobbiamo comprendere che senza l’ascolto orante della Parola di Dio la nostra fede non può vivere.