La Parola del Parroco
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12 Aprile 2026
Il Tempo pasquale che abbiamo iniziato si caratterizza anche da una attenzione maggiore, rispetto ad altre parti dell’anno liturgico, alla realtà della Chiesa. Il gruppo dei discepoli di Gesù grazie alla fede nella sua risurrezione e quindi alla fede in lui come Signore, Figlio di Dio e Salvatore, diventa la comunità dei credenti, il corpo vivente del Signore Risorto. Di essa si inizia a far parte con il Battesimo. Nel Tempo pasquale faremo memoria di questo sacramento all’inizio delle Ss. Messe domenicali con il Rito dell’aspersione, vissuto non in chiave penitenziale ma, appunto, battesimale. D’altra parte, il gesto abituale che si compie quando entriamo in una chiesa, facendoci il segno della croce dopo aver intinto la mano nell’acquasantiera posta all’ingresso, ha proprio il significato di fare memoria del nostro Battesimo con cui siamo entrati nella Chiesa, nella comunità dei credenti.
Rispetto a questa dimensione ecclesiale del Battesimo, il nostro Arcivescovo nella sua proposta pastorale scrive: «Può essere sorprendente, ma far parte della comunità cristiana è desiderabile. La testimonianza dei catecumeni, del loro itinerario di iniziazione, della festa del loro battesimo, può forse risvegliare anche coloro che ritengono che far parte della comunità cristiana sia noioso. Il racconto delle storie di vita di coloro che chiedono il battesimo ricorda spesso che le motivazioni per questa scelta sono proprio l’incontro con fratelli e sorelle incrociati in università, negli ambienti di lavoro, nella pratica del volontariato, nell’aver cominciato “ad andare a messa”, per amicizia, per curiosità, per rispondere a un invito».
Queste parole ci provocano sul nostro senso di appartenenza alla Comunità e di come la viviamo: è noioso per noi? Evidentemente se molti ne fossero annoiati è difficile che la Comunità eserciti un’attrattiva non solo verso chi non è battezzato (e ce ne sono anche tra noi), ma anche verso chi, pur battezzato, non vive l’appartenenza alla Comunità e ha perso la dimensione ecclesiale della fede cristiana. Per superare la noia è importante riscoprire l’importanza del nostro Battesimo e nello stesso tempo comprendere che tutti sono chiamati a sentirsi responsabili della Comunità. Scrive mons. Delpini: «Ogni battezzato è pietra viva nell’edificazione della Chiesa: è chiamato a contribuire secondo le sue possibilità, in semplicità e carità; è chiamato a consigliare, senza la pretesa di imporre il suo punto di vista; è chiamato a rendersi disponibile per le necessità della comunità, senza lasciarsi trattenere dalla pigrizia o dal pregiudizio di essere inadeguato».